L'articolo 3 della Costituzione italiana dice: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [...] senza distinzione di […] condizioni personali e sociali” e continua dicendo “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana [...].
Ora mi chiedo, da cittadino italiano, come mai persone che ricoprono ruoli particolari (e per ruoli particolari intendo esponenti di partiti, quindi politici) possano dire cose come:
“Basta disabili a scuola. Non imparano e disturbano. Meglio per tutti una comunità, dove mandarli seguiti da personale specializzato” e “ Questi ragazzi con l’istruzione non hanno nulla a che fare”.
Queste sono le parole dell’assessore all’Istruzione di Chieri (To) Giuseppe Pellegrino (PDL).

Giuseppe Pellegrino
In riferimento dunque all'Art 3 sopracitato come fanno ad avere tutti i cittadini pari dignità e eguaglianza se un politico si comporta in modo razzista? Sono frasi che fanno rabbrividire. Come facciamo a tenere l'Italia unita se queste persone la spaccano ogni giorno dall'interno? Per giunta sembra di essere tornati al periodo delle dittature, quando nelle scuole lavavano il cervello ai bambini con dei problemini del tipo: “Ogni anno lo stato spende per l'assistenza ai disabili e ai detenuti una "tot cifra", se un appartamento costa "x" con i soldi destinati ai disabili e ai detenuti quanti appartamenti si possono costruire?”.

Benito Mussolini e Adolf Hitler
Caro signor Giuseppe Pellegrino, e mi scuso per il caro e per il signor, ha forse idea di quello che ogni giorno famiglie con persone portatrici di handicap devono affrontare? Ha idea di quanti ostacoli burocratici, sociali, di infrastrutture, devono ogni giorno scavalcare? Ha minimamente idea di quanto possa essere pesante una diversità che la società sottolinea in ogni momento, che in ogni momento è pronta ad evidenziare e che scompare solo e soltanto agli occhi di un genitore, di un fratello o di un vero amico?
So già che queste mie domande resteranno su una schermata fredda di un blog senza una risposta, ma non importa, io ho già tutte le risposte di cui ho bisogno. È Lei, invece, Giuseppe Pellegrino che deve fare un esame di coscienza e magari pensare di aver bisogno di un posto dove recuperare l'umiltà, i piccoli gesti e un briciolo di cuore che non ha!
Chiudo questa mia lettera con l'auspicio che la Repubblica tra fiducia al governo e grida di complotti trovi il tempo per far valere l'articolo 2 della Costituzione italiana (vedi sopra).
A mio fratello Angelo, semplicemente una parte di me.
Carlo Del Regno
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