
È finita ieri la fiera internazionale del fumetto di Lucca durata quattro giorni, dal 29/10 all'1/11/2010.
Già dal primo giorno, causa forse il ponte dei morti, il flusso di visitatori è stato al di sopra della media prevista.
Per fortuna a differenza degli altri giorni che sono seguiti la mia visita tra le mura della fiera è stata accompagnata(venerdì appunto) da una giornata fredda ma soleggiata.
A dire il vero non avevo idea di cosa mi aspettasse una volta varcata la soglia del portone della fortezza, i miei due unici obiettivi erano: uno, acquistare i volumi che mi interessavano, e due, capire tra gli stands dei vari editori che tipo di storia avesse potuto interessare questi per proporre qualcosa in vista di una prossima fiera.
Ho iniziato quindi a passeggiare per la fiera imbattendomi nella folla di visitatori curiosi e nei temerari Cosplayer.
Tappa per me d'obbligo, visto il mio recente interesse per i fumetti

italiani, allo stand della Star Comics. Devo dire che ho faticato un po' per trovare il punto Star Comics, ci giravo intorno senza trovarlo, mi sarebbe ritornato utile il "filo di Arianna" per uscirne dal labirinto degli stands!
Ma bando alle ciance e veniamo al tanto atteso speciale "Cornelio - Chiamatemi Cornelio" ...
No, non è un errore, avrei voluto commentare con tre puntini sospensivi ma mi sembra giusto motivare la delusione. Un vero e proprio numero indirizzato esclusivamente alla vendita, vuoto, a tratti astratto.
Non mi sarei certo aspettato uno speciale in stile primo ciclo di Cornelio, ma stile secondo ciclo sì! È stata montata una storia banale per inserire tre o quattro tavole che svelano (non del tutto e in malo modo) dei retroscena collegati alle vicende di Cornelio Bizzarro. A mio parere Mauro Smocovich sa fare di meglio e purtroppo questa volta nemmeno l'occhio ha avuto la sua parte: i disegni di Marco Turini e Riccardo Pieruccini sono molto "fotografati" e presentano delle "chiazze" di inchiostro nero che sembra quasi caduto per caso sulla tavola.
Nello stand inoltre ho trovato altre testate, novità editoriale "San Michele" e "Kepher" e i famosi numeri zero che ogni anno la casa regala a tutti i suoi lettori.

Per fortuna che al Lucca Comics 2010 c'è anche la possibilità di rifarsi dalle delusioni!
Ebbene sì, non c'è cosa migliore, quando sei giù di morale, che fare un po' di sano e benefico shopping! E cosa potevo "shoppingare" io che ero alla fiera del fumetto se non altri fumetti!?
Il morale è risalito non appena ho fatto l'affare del giorno, negli stands dell'antiquariato infatti ho avuto la fortuna di acquistare alla modica e ragionevole cifra di euro due cadauno il numero 100 e il numero 200 (no ristampa e interamente a colori) della serie di Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo.
È qualche mese ormai che seguo regolarmente le avventure dell'old boy inglese e, contrariamente a quello che si dice, sono riuscito anche a recuperare parecchi arretrati senza dissanguarmi (termine adatto) troppo.
Volevo anche segnalare il lavoro alle matite, insieme ad altri artisti, del mio amico Pietrangelo Minelli presentato dalla casa editrice Cut-Up ovvero:
"El Brujo Grand Hotel".
Lavoro dal formato poco più piccolo di un A4, cover patinata lucida e rilegatura in brossura di 160 pagine b/n tra cui 111 di fumetto e il resto divise tra illustrazioni, studi dei personaggi e prefazioni.
"Un buon lavoro da parte di tutti (forse tranne io) e soprattutto un ottimo esempio di strutturazione del progetto" questo è quello che dice Minelli criticando un po' se stesso e facendo riferimento al prezzo (13,90 €), in tempi di crisi generale, non proprio promozionale.
A mio parere a volte sarebbe meglio investire in un fumetto di più artisti che hanno voglia di emergere e/o di mettersi in gioco che fidarsi ad occhi chiusi di chi è ben radicato nel mercato da anni e rifila prodotti nati esclusivamente per vendere.
Prima di lasciarvi volevo salutare
Luigi Criscuolo incontrato nella zona dell'Area Pro mentre cercava di prenotarsi per strappare incontri con gli editori per presentare i propri progetti. In bocca al lupo Luigi.
Cari lettori questo è quanto.
Alla prossima.
Carlo Del Regno

